Vai agli "Appuntamenti", all'Home page e ad altre pagine interessanti
- Home page (vai o torna all'Home page)
- La Chiesa della Risurrezione: simbologia dell'architettura, dell'interno e opera artistiche
- "Sequela" di Francesco Sabbatucci. Alcuni dei 15 pannelli seguiti da note introduttive
- 1 - La Parrocchia
- 4 - Solidarietà
- 5 - Il cammino Sinodale della Comunità della SS. Risurrezione
- 6 - Presentazione video delle occasioni per partecipare o sostenere attività di servizio
- Comunità Energetica: cos'è e come partecipare
Post in evidenza
Notizie su questo Blog
Per il momento da Venerdì 30 maggio 2025 questo Blog sarà implementato solo con notizie ecclesiali della Parrocchia. I Post con la proposta...
Da Baghdad a Venezia
La giovane Tabárek ha visti i cieli stellati in Iraq e in Siria da dove è fuggita ai bombardamenti del 2003. Le stelle che papa Francesco ha visto a Ur, "le medesime che vedeva Abramo". Stamattina Tabárek è stata un chicco di grano che porta molto frutto, per tutti quelli che sono entrati nella chiesa della Cita. Un chicco di grano per i giovani, col suo pendaglio del movimento di rivoluzione non violenta, per gli scout di Marghera che hanno raccolto denaro per le famiglie degli 800 iracheni uccisi nelle proteste, per tutti commentando i discorsi del Papa e la Parola di Dio e del Corano. Alla fine della liturgia l'assemblea ha intonato un canto in arabo dei cristiani caldei iracheni: i gruppi religiosi "sono come i fili colorati di un tappeto, ricchezza che la guerra per il petrolio ha messo a dura prova" (Francesco, Ur 06.03.21).
Durante la Messa di oggi si è ricordato il viaggio del Papa in Iraq
Lo si è fatto attraverso la testimonianza di Tabàrek e Abdul nati in quella terra ricca di tradizioni ed etnie che convivono da secoli, ma oggi ancora in una situazione di precarietà e rovina causate da uno stato di conflitto che pare non aver fine.
Hanno portato alcuni oggetti della loro terra: un tappeto, due piatti sbalzati con i simboli dei loro popoli, un piatto con datteri e noci.
Lo scambio della pace è stato fatto in caldeo e la celebrazione si è conclusa con un canto dei cristiani iracheni.
Nella V Domenica di Quaresima abbiamo pregato così:
INTRODUZIONE
Le letture di questa V Domenica di Quaresima ci preparano al salto di qualità, che con la Pasqua di Gesù avviene nei rapporti tra Dio e l’umanità.
Nella lettura tratta dal libro del profeta Geremia è Dio che prende l’iniziativa di perdonare il peccato per aver tradita l'Alleanza e promette di rinnovarla scrivendola Egli stesso, invece che su pietre, direttamente nel loro cuore.
Nel Vangelo di Giovanni questa Alleanza diventa comunione con Dio in Gesù, che a coloro che lo vogliono vedere preannuncia la sua passione e morte come il chicco di grano che muore e produce molto frutto, perché dono della sua vita a tutti noi, che crea comunità. E di questa comunione noi suoi discepoli non siamo solo destinatari, ma anche chiamati a diventarne protagonisti: “Se uno mi vuole servire, mi segua”. In questo senso si può capire perché lo scandalo della Croce glorifica il nome del Padre, perché da essa nasce la comunità dei figli di Dio.
Nella Lettera agli Ebrei, la seconda lettura di oggi, l’obbedienza a Dio, che il Figlio imparò da ciò che patì, non è in Gesù una passiva rassegnazione, ma un portare a compimento il progetto del Padre, di “salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono”.
PREGHIERE DEI FEDELI
1) L’incontro interreligioso che Papa Francesco, nel suo viaggio in Iraq, ha avuto il 6 marzo scorso nell’antica città di Ur dei Caldei, è stato un far memoria del comune padre Abramo, padre nella fede per ebrei, cristiani e musulmani, che qui ricevette la chiamata di Dio ad uscire dalla propria terra. Perché questo incontro diventi, anche qui per noi oggi, profezia di pace e di dialogo tra i figli di Dio, perché tutti siamo figli di Dio e fratelli tra di noi, preghiamo …
2) Oggi è la Giornata della memoria delle vittime delle mafie e per vincere le mafie, come dice spesso don Luigi Ciotti, non possiamo pensare di delegare tutto alla Magistratura e alle forze di Polizia, ma dobbiamo vincere la mafia dentro di noi: la corruzione, la scarsità di senso civico e di impegno per il bene comune. Chiediamo al Signore che anche nelle situazioni della vita quotidiana, invece del silenzio che sa di complicità col più forte, ci dia il coraggio di prendere posizione a favore della giustizia e della verità in difesa dei diritti dei più deboli. Per questo preghiamo …
3) Il Signore Gesù nel Vangelo di oggi si prepara ad affrontare la passione e la morte come un chicco di grano caduto in terra, che se non muore rimane solo. Perché ognuno di noi, come discepolo che segue il Signore, che ci dice: “e dove sono io, là sarà anche il mio servitore” possa testimoniare concretamente la Sua vicinanza alle persone ammalate, e non c’è purtroppo solo il Covid, e ai sofferenti a causa della povertà economica o di relazioni sociali, preghiamo …
4) La nuova Alleanza annunciata dal profeta Geremia, nella prima Lettura di oggi, è scritta da Dio stesso nel cuore di ogni persona e si realizza pienamente in Cristo Gesù, che dona la sua vita per tutti: perché non induriamo il nostro cuore come pietra e lo lasciamo scolpire dall’amore misericordioso di Dio Padre, da condividere con tutti i Suoi figli, preghiamo …
L'Albero di Pasqua cresce ancora ...
Mercoledì delle Ceneri era completamente spoglio. La prima Domenica di Quaresima si è arricchito del simbolo dell'acqua a ricordaci il racconto del Diluvio segno del Battesimo dopo il quale Gesù è stato sospinto nel deserto tentato tra le fiere e gli angeli mentre, la seconda Domenica, di fiori bianchi a ricordarci la trasfigurazione di Gesù. La terza Domenica ai suoi rami sono stati appesi dei rotoli di pergamena a ricordare il dono delle 10 Parole proclamate nella Prima Lettura. Nella quarta Domenica, i suoi rami si sono ornati di anelli incrociati a rammentarci la fedeltà del Signore dalla quale siamo avvolti e che ci è stato proposto di far nostra.
Oggi, quinta di Quaresima, dei grandi cuori con al centro dei semi ad evocare l'immagine del seme che dà molti frutti solo se muore e la Legge scritta in ogni cuore.
Il Significato dell'Albero di Pasqua
Durante l’Avvento, seguendo le indicazioni degli Evangeli, abbiamo rovesciato le pietre della solitudine, del disorientamento, dell’insicurezza, della presunzione.
A Natale abbiamo festeggiato il Signore che ha posto la sua tenda, le sue radici nella nostra umanità e noi siamo chiamati ad affondare le nostre nella sua Parola, in particolare in quella che risuonerà nel cammino di questa Quaresima per poter essere, come dice il Salmo 1, quell’uomo che è come un albero piantato lungo corsi d’acqua, che dà frutto a suo tempo e le sue foglie non appassiscono.
Ecco allora perché, durante questo periodo liturgico, in Chiesa c'è un albero, inizialmente totalmente spoglio. Ma, domenica dopo domenica, si sta arricchendo dei simboli che la liturgia di volta in volta suggerirà, fino ad essere carico dei suoi doni il giorno della festa della Risurrezione.
Pensierino Domenicale: V di Quaresima - Gv. 12,20-23
Il Vangelo di oggi ci presenta un episodio singolare: alcuni greci sono arrivati a Gerusalemme per la festa e chiedono ai discepoli di vedere Gesù.
Nell’Evangelo di Giovanni “vedere” non significa solo “guardare”, ma fare esperienza e, qui, sono degli stranieri, non degli israeliti a chiederlo. I discepoli vanno a dirlo a Gesù che reagisce come se fosse il segnale che è giunto il momento di comprendere che Dio si fa carico della vita di tutti gli uomini, credenti o meno, ebrei e pagani. Non è patrimonio esclusivo di un gruppo di privilegiati; non è possibile “possederlo” in esclusiva.
Lo si capisce dalla risposta che Gesù dà: “In verità in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. Spesso, in maniera limitante, si interpreta questa frase soltanto in vista della morte che attende Gesù. Se invece la si legge come la risposta alla ricerca degli stranieri, Gesù afferma che la sua vita sta già portando frutto. Il seme “caduto” in terra è lui quando, nascendo, si è fatto uomo ed è giunto il momento che non solo gli israeliti possono seguirlo facendo esperienza della sua vita condividendola, ma lo possono fare tutti. Lui è venuto per l’intera umanità per portare l’amore misericordioso di Dio a tutti. È la promessa di Dio che si realizza, quella profetizzata da Geremia.
È venuto per questa ora nella quale tutti possono accogliere la presenza di un Dio nella loro storia e tutti possono seguirlo vivendo il suo stesso servizio, quello di prendere seriamente la loro vita, la storia e la vicenda umana, sapendo che è oramai anche una vicenda divina: questa è la “gloria”, l’opera “pesante” (Kabod, gloria in ebraico, significa qualcosa che “pesa”) del Padre e, infatti, Lui lo conferma: “È stata e sarà la mia opera più importante!”.
Allora chiunque può ed è chiamato a vivere la sua vita, come una storia visitata ed assunta dal Signore nelle sue gioie come nelle sue fatiche: nelle sue croci.
Quando sarà elevato sulla croce, Gesù dice che attirerà tutti a sé. Non è solo l’invito a seguirlo sulla strada faticosa della fedeltà alla storia degli uomini anche quando questa è segnata dalla morte, ma anche perché Lui, sulla croce, porterà e ha portato con sé tutta l’umanità che vive nella fatica e nella speranza.
La Chiesa, la nostra Comunità che sta vivendo questa Quaresima camminando dietro il suo Signore che sale verso Gerusalemme, ponendo domande per comprendere chi lui sia, ricevendo risposte, è chiamata a farsi carico della fatica degli uomini che Dio le ha consegnato, la fatica del mondo nella quale pure noi siamo chiamati a vivere, sapendo che questo è un chicco che muore ma che è destinato a portare molto frutto.
Geremia 31,31-34 - Una novità per la medesima Alleanza
Nelle prime letture di questa Quaresima il cammino di una Alleanza
Dopo l’Alleanza con la creazione, quella attraverso Isacco, il dono del Decalogo sul Sinài, la scorsa settimana il libro delle Cronache ci ha narrato che, nonostante l’uomo mostri tutta la sua incoerenza e incapacità, Dio rimane sempre fedele alla sua Alleanza e le rinnova continuamente.
In questa quinta domenica di Quaresima, Geremia profetizza che Il Signore inscriverà l’Alleanza nel cuore di ogni uomo. È un brano che ha fatto molti problemi. Il principale è che in questo modo Dio toglierebbe la libertà di scelta all’uomo: il poter o non poter rispettare l’Alleanza. Tanto è vero che nella tradizione ebraica è un passo quasi ignorato al pari del Pentateuco di Enoc che presenta il medesimo problema; non per nulla, quest’ultimo, non è entrato nel canone delle Scritture (tranne che in quello Copto).
Geremia fa però perno sul fatto che sul Sinài l’Alleanza è stata stretta tra il Signore e ciascun israelita: “Io sono il Signore Dio tuo …”. Vale a dire che prima di tutto è un patto tra Dio con ciascun fuoriuscito dall’Egitto. Questo però non è bastato. È emersa la necessità di qualcosa d’altro, di più profondo, non di più “vincolante”.
Ecco allora l’Incarnazione. Il Signore diventando uomo la inscrive nel cuore di ogni uomo per poter essere scelta e per questo rinnovata, in ogni istante della sua vita. Si realizza così che una vitalità antica, nutre di speranze un futuro presente ogni giorno nella vita dei credenti.
In questo sta il suo essere nuova ed eterna; non perché “diversa” da quella stretta sul Sinài ma perché, da quando Dio si è incarnato nell’uomo, questo se vuole può essergli e rimanervi fedele in ogni sua scelta. Gesù ce lo ha testimoniato come possibile.
L’Alleanza emerge allora come il legame di ciascun uomo con Dio che lo rende Comunità, Popolo in Lui.
Domani Ur e Babilonia in Chiesa della Risurrezione
Martedì 23 marzo la presentazione di un interessante libro on-line
Il gruppo di dialogo Cristiano Islamico di Padova invita alla presentazione di questo libro scritto a due
mani da Pierpaolo Donati e Don Giulio Maspero
Saranno momenti ricchi ed intensi con due scrittori per niente banali. Il libro è un concentrato di saggezza, di riflessioni e di proposte trasversali, utili per rigenerare le relazioni sociali dopo la pandemia.
Oggi, La Tenda della Parola - il link
Quale ruolo delle Chiese contro la violenza sulle donne?
18 marzo, Giornata del Ricordo delle vittime del Covid: la preghiera scolpita nella lapide
Oggi, all'ingresso del cimitero di Bergamo, è stata scoperta una lapide in ricordo delle vittime del covid-19 con su incisa la seguente preghiera di Ernesto Olivero a loro dedicata:
Tu ci sei.
Fraternità Islamico-Cristiana: cambio di tema per Domenica 21 marzo 2021
Domenica prossima dalle ore 16.00 con la nostra Fraternità andiamo anche noi nella...Piana di Ur, nella casa di Abramo, "ed è come tornare a casa!"
IV di Quaresima: abbiamo pregato così
Introduzione
Siamo arrivati alla 4° Domenica di Quaresima, la domenica Laetare della gioia…siamo vicini alla Pasqua!
Il nostro albero della quaresima si sta addobbando: dalle strisce di carta in ricordo dell’acqua del battesimo, dai fiori bianchi in ricordo della veste sfolgorante della Trasfigurazione, dai rotoli di pergamena in ricordo dell’alleanza.
Oggi aggiungiamo gli anelli della fedeltà.
Se nelle tre domeniche di Quaresima il vangelo ci ha indicato dei luoghi precisi: il deserto, il monte, il tempio, questa domenica viene indicato un tempo e non più uno spazio: di notte.
È l'incontro tra Nicodemo e Gesù. Nicodemo ha grande stima di Gesù e vuole capire di più, ma non osa compromettersi e si reca da lui di notte.
Non si tratta di paura, di vergogna, di mancanza di coraggio; piuttosto è la situazione di chi comprende di avere davanti qualcosa di grande e si sente inadeguato, impacciato, fuori luogo.
In quel dialogo notturno Gesù comunica, in poche parole, l'essenza della fede: Dio ha tanto amato il mondo ... è una cosa sicura, è una cosa già accaduta, è una certezza centrale: Dio è innamorato dell'uomo e lo salva.
È proprio nell’incontro che Gesù trasforma, trasforma Nicodemo…. i tanti Nicodemi che siamo noi indicando una nuova via: Gesù non cammina tra le alternative coraggio o viltà, coerenza o incoerenza, resistenza o debolezza, perfezione o errore. Gesù mostra il rispetto che abbraccia l'imperfezione, la fiducia che accoglie la fragilità e la trasforma. Gesù crede nel cammino dell'uomo più che nel traguardo, punta sulla verità umile del primo passo più che sul raggiungimento della meta lontana. Gesù è Maestro di germogli. Lasciaci illuminare dalla Sua luce.
Preghiere dei Fedeli
“Pregate per me”. Son passati 8 anni da quando Francesco è salito al soglio pontificio diventando papa. Quanta strada e strade ha percorso e sta percorrendo, trasformando una Chiesa in ospedale da campo, vicino ai più deboli, ai dimenticati.
Preghiamo per il Santo Padre, perché il Signore gli conceda salute e forza per alimentare ed annunciare la Tua Parola.
In questo momento di grandi incertezze, per i governanti delle nazioni perché liberi da logiche di profitto ed illuminati dalla grazia dello Spirito Santo, difendano e promuovano in ogni circostanza la dignità della persona umana e degli ultimi.
A Natale il Vangelo di Giovanni ci dice che Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Il vecchio Simeone ce lo conferma perché i suoi occhi hanno visto la salvezza: “luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele”.
Oggi il tema della luce viene ribadito con forza! Siamo tutti venuti alla luce perché dalla Luce veniamo!
Per tutte le donne che danno alla luce, perché siano tutelate, rispettate, sostenute dal concepimento alla nascita del più grande dono che è il miracolo della vita.
Per i bambini di tutto il mondo, perché abbiano sempre da incontrare nella loro vita, chi offre loro amore e protezione e li riconosca come creature da cui imparare, per avere nuovi sguardi, occhi di chi si sa stupire ogni giorno davanti a quello che a volte finiamo neanche per vedere più.
(a cura di Laura e Riccardo)
La proposta: Accendiamo un lume alle nostre finestre
"Se nella notte delle tue giornate non sai dove andare,
sappi che alla mia finestra c'è sempre un lume acceso:
bussa, bussa io scenderò ad aprirti,
e non ti chiederò se sei cattolico o no”.




















