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Per il momento da Venerdì 30 maggio 2025 questo Blog sarà implementato solo con notizie ecclesiali della Parrocchia.  I Post con la proposta...

La questione curda in Siria

La nuova Siria non decolla e il Partito Democratico Popolare Siriano, pur seguitando ad appoggiare le claudicanti nuove autorità, sottolinea che se l’emergenza economica è il primo problema e non migliora la colpa non è loro – ma anche la costruzione delle nuove istituzioni non va e la colpa è del verticismo centralista delle autorità transitorie.


Il documento spiega abbastanza nel dettaglio che non si vede ancora la determinazione di avviare un vero percorso inclusivo per costruire uno Stato plurale. Il percorso è certamente a ostacoli, ma il nuovo leader siriano Ahmed al Sharaa non dimostrerebbe quella determinazione che appare indispensabile, perché alle sue parole ancora non corrispondono i fatti.

L’ultima sua gaffe è stato il tentativo di far decollare il processo di riscrittura della Costituzione senza i curdi, che resistono alle sue richieste sulle armi. Dopo essersi dimostrato consapevole che questo però non è possibile, segno positivo, al Sharaa ha pensato di risolvere il problema invitando alcune individualità curde. Immediata la risposta dei leader dei partiti curdi: non ci rappresentano; risposta ovvia. Il dirigismo sovietico, che ha costituito la sola prassi politica conosciuta da 70 anni da quelle parti, sembra aver educato molti....

L'articolo di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://www.settimananews.it/informazione-internazionale/la-questione-curda-in-siria/?utm_source=newsletter-2025-02-25

Il Manifesto di Ventotene: una lettura impropria. Per fare chiarezza

Lì, nel pieno svolgersi della Seconda guerra mondiale, nel clangore delle armi che opponeva europei nazisti o fascisti a europei liberi, mentre si combatteva con le armi in mano e le ronde di regime presidiavano tanti quartieri, chiudevano giornali e perpetravano i crimini che tutti conosciamo, loro hanno pensato l’Europa unita. Un pensiero visionario, allora come oggi, visto che l’Europa non c’è perché non crede in se stessa


Il pensiero europeista di quel Manifesto è stato citato abbastanza impropriamente da Giorgia Meloni alla Camera dei Deputati nelle ore trascorse. Vediamo perché impropriamente. All’inizio delle sue “citazione” lei ha citato la loro intenzione di una “rivoluzione socialista”, limitandosi a soggiungere “vabbè”. Eppure lì, con poche parole, la citazione poteva essere conclusa e sarebbe stato molto importante farlo con il dispendio di pochi secondi. Infatti il testo dice: “La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi l’emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita”.

Dunque nella loro visione l’Europa era l’orizzonte per realizzare una società di questo tipo, nella evidente consapevolezza che solo l’unione avrebbe consentito di superare gli odii nazionalisti che lo impedivano. Se Giorgia Meloni avesse citato la frase per intero si sarebbe recuperato il senso di una parola politica molto importante ma da decenni assente dal nostro dibattito politico ...

L'intero intervento di Riccardo Cristiano è a questo link:

https://formiche.net/2025/03/manifesto-ventotene-europa/?fbclid=IwY2xjawJKalRleHRuA2FlbQIxMQABHXy9jymbHBd_6KDhBLtWnLJhznnxCrvxaWgqU5z8AeAh4bIg82zxX4SDUw_aem_xtpEnsUl82220yQKT96jxw#content

Educare il cristiano alla coscienza politica

Il rapporto fra comunità ecclesiale e mondo politico continua a essere uno dei più importanti campi per misurare la crescita dell’intera comunità, sia dei laici che dei pastori.


Il Vaticano II, ringraziando il Cielo, ha avviato uno dei filoni più proficui che noi citiamo spesso, sinteticamente, con il nome di fede e politica. Sulla complessità di questo rapporto ho vissuto, con i padri dehoniani dell’Italia meridionale, due giornate di riflessione, a Frascati (2-3 febbraio 2025) molto ricche e stimolanti. Da esse traggo qualche riflessione che può interessare un po’ tutti, laici e pastori.

Viviamo in un Paese che non solo ha una larga fetta di non votanti, ma ha, prima di tutto, seri problemi di tipo culturale, scolastico e universitario. Cresce l’analfabetismo di ritorno; esiste una crisi di larghi settori della scuola e dell’università, abbiamo saperi ridotti, monotematici e poco interdisciplinari, effimeri, estremamente dipendenti dalla superficialità di diverse fonti on line, se non proprio dominati dai social. Non manca solo la formazione civica, sociale e politica, manca la formazione tout court! ...

La riflessione di 

Caregiver, gli invisibili «soli e senza diritti» Uno su due ha dovuto abbandonare il lavoro

La Cisl: «Il Veneto unica regione senza legge di tutela»



Mi dedico alla cura della mia mamma, trascurando la vita sociale, ed è molto pesante», confessa Anna (nome di fantasia), sessantenne veneziana. «Devo arrangiarmi, dalla burocrazia all’improvvisarmi infermiera domiciliare — rivela Paola, padovana 55enne —. Per non parlare della devastazione psicologica che comporta assistere in casa un malato terminale fino alla fine, anche per la refrattarietà del medico curante a richiederne il ricovero in hospice». «Sono delusa dal sistema sanitario! Ho chiesto più volte aiuto, mia mamma ha l’Alzheimer e non mi riconosce più — racconta Serena, vicentina —. Tutti i weekend sono con lei, trascuro la mia famiglia e temo per la mia salute». «Ho 76 anni, non avendo altri parenti disponibili ad assistere mio figlio non autosufficiente, il suo futuro rappresenta un grande e serio punto interrogativo», la testimonianza di Pietro, veneziano. «Mi sento in colpa per i tanti mesi di assenza sul lavoro — ammette Giulia, bellunese —. L’azienda non ha potuto sostituirmi, così il mio carico di lavoro ha aggravato colleghi già oberati». Voci di caregiver non professionisti ma «obbligati» dalla malattia di familiari e coniugi ad assisterli h24, senza la preparazione idonea nè aiuti da un sistema che dopo l’ospedale non prevede un’adeguata rete territoriale. Emerge dalla ricognizione «Caregiver in Veneto: avere cura di chi ha cura», condotta dalla Cisl negli ultimi due anni su 1.687 lavoratori e 476 pensionati, in tutto 2.163 persone interpellate dai Caf con questionari elaborati dalla Fondazione Corazzin, il centro studi del sindacato. 

Il quadro che ne esce è sconfortante: si dichiarano caregiver un pensionato su due (49,8%) e un lavoratore su tre (37,4%), soprattutto donne, spesso costrette a rinunciare alla carriera, a chiedere il part-time o a restare a casa. Sei caregiver su dieci si occupano di un genitore, uno su dieci di due persone contemporaneamente e l’82% si sente abbandonato dalle istituzioni. E anche se il 70% dice di aver bisogno di aiuto, poi deve fare tutto da sè: il 67% non può contare su badanti o assistenza domiciliare e tra i lavoratori solo il 10% è supportato dal welfare aziendale, orari flessibili, voucher, permessi. Il 34,8% ammette che prendersi cura di un non autosufficiente impatta molto sulla vita professionale, tanto è vero che il 55,4% ha dovuto lasciare l’impiego o lo studio. Il 52,8% ritiene pesante o molto pesante fare il caregiver: il 45,8% dichiara peggioramenti nella propria salute fisica e il 57% nella salute mentale. «Eppure di questa popolazione invisibile non si conosce nemmeno il numero nel Veneto, l’unica Regione a non aver ancora approvato una norma che conceda un riconoscimento giuridico ai caregiver — dice Tina Cupani, segretaria generale Cisl pensionati Veneto —. In commissione Sanità sono state presentate due proposte di legge da Pd e Lega e confidiamo che entro la fine della legislatura si arrivi all’approvazione di un testo. Il riconoscimento giuridico assicura sostegno economico, psicologico e una rete di servizi equi e trasparenti in ogni Comune. Con una legge si potrà procedere al censimento dei caregiver familiari, analizzarne le necessità, programmare e monitorare servizi idonei».

Per ora si sa solo che nel Veneto ci sono 328mila over 65 non autosufficienti. «L’invecchiamento della popolazione aggraverà il problema — avverte Francesco Peron, della Fondazione Corazzin — se oggi gli over 65 sono il 25%, nel 2043 saranno il 35%, mentre gli over 80 passeranno dall’8% al 12%. Già adesso 363mila over 60 vivono da soli, col risultato che molti anziani devono prendersi cura di persone ancora più anziane». Spesso le famiglie non sanno come e a chi chiedere l’aiuto economico previsto dalla Regione, che stanzia 2 milioni l’anno per la non autosufficienza. E infatti l’80% di fondi Pnrr destinati a 12.500 aventi diritto è andato a chi è già in Rsa, perché supportato nella presentazione delle pratiche. «Sono temi che riguardano tutti — avverte Stefania Botton, segretaria di Cisl Veneto — e impattano sui lavoratori. L’assenza di misure di sostegno causa stress, assenteismo, riduzione delle presenze e anche l’abbandono dell’impiego, con una perdita di produttività per le aziende e una penalizzazione soprattutto per le donne, la maggioranza dei caregiver, spesso esclusi dal premio di produzione. Vanno garantiti il lavoro agile, il part-time reversibile, permessi retribuiti, congedi allargati. Abbiamo chiesto un incontro alla Regione ».

(Michela Nicolussi Moro)

Il Credo a 700 anni da Nicea - Le parole per dire la fede cristiana (2) - La rilettura di Lidia Maggi

Questo è il secondo appuntamento con riflessioni e riletture del Credo che sarà seguito da altri con un ritmo diseguale. Sarà possibile ritrovarli tutti cliccando sull'etichetta "Anniversario Concilio di Nicea"(le "etichette" si trovano sulla versione web del Blog a destra) 


Credo in Dio,
che ci ha creato capaci di dare e ricevere amore.
Credo che i nostri corpi raccontino la sua gloria
e che le carezze, i baci, gli abbracci
di chi ama sono il suo santuario prediletto.
Io credo che il mio corpo così fragile e bello
sia essenziale per dare corpo alla fede.
Non credo in una fede che rinnega il corpo
a scapito dello spirito.
Oso credere che, nell’esperienza unica di chi ama
donando tutto se stesso, se stessa, ci sia il sigillo divino.
 
Credo in Gesù Cristo che è corpo di Dio in mezzo a noi.
Nato da semplice donna, ha vissuto,
gioito e sofferto, proprio come noi.
Egli è venuto a liberare i nostri corpi
dai demoni del moralismo, dell’ascesi religiosa.
È venuto a sanare le nostre paralisi
per insegnarci la danza della vita.
Il suo corpo è stato violato, torturato,
oltraggiato dal potere politico e religioso.
Ma la tomba è diventata la culla
per la vita rialzata, risorta.
Quella vita a cui tutti noi siamo destinati.
 
Credo nello Spirito che, come corpo di bimba,
non può stare fermo.
Si muove, gioca, danza e crea cose nuove.
Ama l’aria aperta, i giardini e la frutta fresca.
Non ha paura di sporcarsi correndo
Ama rifugiarsi nelle cucine dove le donne
preparano dolci speciali per la festa.
 
Credo la Chiesa come realtà di corpi redenti, liberi,
liberati dai sensi di colpa.
Una comunità capace di accogliere e celebrare
le tante manifestazioni dell’amore.
 
Credo nella forza, nell’energia della nostra sessualità
che ci apre al mistero della vita che si rigenera.

*****

Lidia Maggi è una pastora battista. Appartiene cioè a una confessione cristiana di tradizione riformata. A lei è stato af dato un ministero biblico che la porta in giro per l’Italia per far conoscere le scritture. Si occupa di formazione e di dialogo ecumenico. Collabora con diverse riviste cattoliche (Rocca, Mosaico di pace, matrimonio, Servitium, Esodo, Parola Spirito e Vita, Messaggero Cappuccino…) e protestanti (Riforma, Protestantesimo)


Hong Kong e Taipei, souvenir di viaggio Hong Kong e Taipei, souvenir di viaggio

 Il souvenir ideale di un viaggio è un oggetto che sia utile e/o che si inserisca bene nella casa, altrimenti finisce in un angolo ed è come se l’esperienza tutta fosse un po’ chiusa in un cassetto. Dalla visita di Hong Kong e Taipei pur restando nella misura del classico turismo – con qualche utile chiacchierata con persone residenti – ho portato a casa riflessioni che non riguardano solo le due isole, ma anche l’Europa. Tutte e due le isole nella loro diversità e rispettiva tipicità hanno in comune che sono destinate a far parte integrante della Cina.

Hong Kong sino al 2047 sarà nella situazione di un Paese e due ordinamenti, ma il rapporto con la Cina continentale si sente. Il museo della storia ne offre una misura ben chiara. Appena si arriva, si comprende che la storia dell’isola non comincia dagli antichi pescatori, ma è tutta inglobata nei gloriosi 75 anni della Repubblica popolare cinese. E come prima tappa possiamo vedere un filmato che tesse le lodi della nuova legge di sicurezza nazionale, una legge che adotta «un approccio olistico». Oltre a non dover dichiarare e complottare per la secessione o avere a che fare con altri Paesi o entità che lo danneggino, i cittadini devono capire che questa legge li protegge, come recita la seconda plaquette dedicata al tema.

La legge nasce in risposta alla protesta degli ombrelli gialli, del 2017. Gli studenti hanno iniziato a rivendicare diritti prima pacificamente poi meno. Da allora gli arrestati sono in carcere e tra di loro ci sono molti sostenitori di lotte sociali per una maggiore equità economica; in università si entra con il documento di riconoscimento e tra le persone non si parla di politica: se sei amico, sai come la pensa l’altro; se non lo conosci, meglio parlar d’altro. Il museo, dopo aver mostrato l’attrezzatura della polizia in occasione di quelle proteste, mostra i successi in campo aerospaziale e altre conquiste, non dimenticando il vecchio thermos che è nato proprio a Hong Kong.

Il reportage di Elsa Antoniazzi è a questo link:

https://www.settimananews.it/reportage-interviste/hong-kong-e-taipei-souvenir-di-viaggio/?utm_source=newsletter-2025-02-18

Dimenticate ramoscelli ed erba, gli uccelli ora costruiscono i nidi con la plastica (degli anni ’90)

Mascherine che risalgono al Covid del 2020, un involucro di cioccolato del 1994 e una scatola di hamburger in polistirolo vecchia di 30 anni: i nidi delle folaghe eurasiatiche di Amsterdam sono costruiti utilizzando residui di plastica


Residui plastici e altri rifiuti dispersi nell’ambiente al posto di piccoli rami: che gli uccelli di tutto il mondo debbano ormai fare affidamento a frammenti di plastica o a vecchi imballaggi per costruirsi i nidi è oramai cosa tristemente risaputa. Ma le immagini che arrivano da Amsterdam sono davvero sconcertanti.
Questo è quanto racconta un nuovo studio da cui emerge con chiarezza come la plastica sia ormai una parte integrante anche della vita degli altri animali.
Sotto la lente di ingrandimento le folaghe eurasiatiche (Fulica atra), che sono solite costruire i loro nidi in riva al mare da zero ogni anno utilizzando materiali naturali e biodegradabili come giunchi, canne e foglie. Ma nel trafficato centro di Amsterdam e lungo i canali, questi materiali scarseggiano, così le folaghe si affidano alla plastica per costruire i loro nidi
L’ispirazione per lo studio è venuta ad Auke-Florian Hiemstra, biologo del Naturalis Biodiversity Center, che ha notato come gli uccelli incorporavano rifiuti e detriti di plastica nei loro nidi....

L'intero articolo di Germana Carino è a questo link:

https://www.greenme.it/ambiente/dimenticate-ramoscelli-ed-erba-gli-uccelli-ora-costruiscono-i-nidi-con-la-plastica-degli-anni-90/


Il vescovo Carlassare: "Il Sud Sudan continua ad essere dimenticato e sfruttato"

Nella nazione africana non si placano gli scontri tra truppe regolari e milizie. Il vescovo di Bentiu, Christian Carlassare, invoca la pace, lavoro e dialogo sociale, mentre denuncia l’abbandono della comunità internazionale.


Lo Stato più giovane al mondo, il Sud Sudan, rischia di sprofondare ancora una volta nel baratro delle violenze senza fine. Da mesi ormai si fronteggiano le Forze di difesa del popolo del Sud Sudan (SSPDF) che fanno capo al presidente Salva Kiir e la milizia White Army, affiliata al Movimento di liberazione del popolo sudanese - in Opposizione (SPLA-IO), legato al primo vicepresidente del Riek Machar. La repubblica, nata le 2011 dopo decenni di scontri, ha già conosciuto l’orrore dalla guerra civile tra il 2013 e il 2018, spetto che ora sembra riprendere forma. Le elezioni previste per dicembre 2024 sono state rinviate alla fine del 2026 e potrebbero saltare gli accordi di pace siglati nel 2018. Per Christian Carlassare, vescovo di Bentiu, è necessario costruire la pace e ridare speranza alla popolazione.

L'articolo di Massimiliano Menichetti è a questo link:

Cei e Ucei: 16 schede per superare stereotipi sull’ebraismo

Presentate a Didacta 16 schede realizzate da Cei e Ucei per una corretta conoscenza dell’ebraismo. Destinate a scuole e docenti, aiuteranno a superare stereotipi e pregiudizi, promuovendo il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica attraverso l’educazione


Ebreo, giudeo o israelita? Per comprendere bene i significati delle parole legate al mondo ebraico e imparare a usarle nel giusto contesto, sono state realizzate 16 schede progettate dalla Conferenza episcopale italiana e dall’Unione delle comunità ebraiche italiane. Il materiale, presentato oggi a Didacta – la fiera sulla formazione e l’innovazione del mondo della scuola che si tiene ogni anno a Firenze – è stato illustrato nel panel “Pe(n)sare le parole”. Letizia Ceregatti, formatrice del Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara, Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, Luisa Locorotondo, collaboratrice dell’Ufficio ecumenismo e dialogo e dell’Ufficio scuola della Cei, e Livia Ottolenghi, assessore per l’educazione dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), hanno accolto gli insegnanti presenti alla fiera con laboratori e attività da riproporre nei contesti scolastici....

La presentazione delle 16 Schede a cura di Irene Funghi è a questo link:

https://www.agensir.it/chiesa/2025/03/12/cei-e-ucei-16-schede-per-superare-stereotipi-sullebraismo/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2

I robot umanoidi sono più vicini. Ecco i nuovi modelli di Google

Gemini Robotics e Gemini Robotics-ER rispondono ai tre dogmi principali per poter operare sostituendosi all’uomo: generalità, interattività e agilità. Si tratta di un passo in avanti sostanzioso nel mondo dei robot umanoidi, pensati secondo un approccio a “strati” così da rafforzare la sicurezza


Rendere le macchine sempre più umane. È un po’ quello che ha cercato di fare Google con i suoi ultimi due modelli di intelligenza artificiale robotica, che portano l’IA “nel mondo fisico”. Ci è riuscita istruendoli con tre qualità principali. Secondo l’azienda di Mountain View, questi modelli devono essere generali, ovvero sapersi adattare in tutte le situazioni; devono essere interattivi, così da poter rispondere ai diversi output che gli arrivano, anche contrastanti; devono essere agili, forse l’aspetto più importante dei tre, visto che con questa peculiarità i robot svolgerebbero azioni quotidiane che per noi richiedono il minimo sforzo, come prendere oggetti o spostarli (senza romperli, ovvio).

La prima novità si chiama ...

L'articolo di Lorenzo Santucci continua a questo link:

https://formiche.net/2025/03/google-ia-due-modelli-robotici/#content

Onu: due arabi denunciano l’ipocrisia della Commissione per i diritti dell’uomo

Davanti alla Commissione per i diritti umani, la sirio-libanese Rawan Osman e lo yemenita Luai Ahmed hanno evidenziato il doppio standard riguardo a Israele, rispetto a tanti altri regimi e altre guerre che dall’Onu non vengono neanche considerate. Soprattutto se sono arabi a uccidere altri arabi…


“Siete indignati dalla guerra a Gaza?  Lo sono anche io. Mi chiamo Rawan Osman, sono per metà siriana e per metà libanese. Dal 7 ottobre ho visitato Israele 9 volte, e voglio testimoniare davanti a D-o e a voi che Israele non è il problema”. Ha esordito così il 3 marzo alla annuale Conferenza della Commissione per i diritti Umani dell’Onu a Ginevra (dal 25 aprile al 4 aprile) la coraggiosa sirio-libanese che, cresciuta nell’odio per gli ebrei e Israele, è diventata una sionista sostenitrice dei diritti di Israele, e soprattutto una grande oppositrice dell’odio all’occidente e del falso sostegno alla causa palestinese dei Paesi arabi.

Rawan Osman, però, non è l’unica ad avere sbattuto in faccia alla commissione per i diritti umani la sua ipocrisia e doppio standard quando si parla di Israele. Qualche giorno prima, infatti, il 27 febbraio, ha parlato alla stessa plateaLuai Ahmed (a sinistra nella foto in alto), yemenita naturalizzato svedese, anche lui una voce araba “contro” la narrativa mainstream che vede Israele come il carnefice e i palestinesi come vittima....

L'intero articolo di Ilaria Myr è a questo link:

Giovani di religioni diverse in dialogo: “Abbiamo qualcosa da dire e sappiamo anche sorprendere”

Si è svolto a Roma, presso la sede della Cei, l’incontro “Le religioni a servizio della coesione sociale”, che per la prima volta ha riunito giovani delegati delle Chiese cristiane e religioni in Italia. Un’occasione per valorizzare il loro potenziale di cambiamento


“Non è vero che i giovani non hanno voce e non hanno capacità di cambiare le cose. C’è un potenziale di cambiamento che va riconosciuto e valorizzato”. “I giovani? Devono spiccare il volo. Siamo noi il motore del cambiamento”. Sono le “voci” di Jasmina Ciprianie Celine Gherardini, rispettivamente rappresentante del gruppo giovani donne della Soka Gakkai e dei giovani Baha’i ad aprire questa mattina a Roma presso la sede della Conferenza episcopale italiana, il giro di riflessioni sul tema “Le religioni a servizio della coesione sociali” che ha riunito per la prima volta attorno ad un tavolo giovani delegati delle diverse Chiese cristiane e religioni in Italia. 

Il servizio di M. Chiara Biagioni è a questo link:


Nella II Domenica di Quaresima abbiamo pregato così ...

 Il nostro cammino in questa Quaresima

I Domenica

II Domenica

III Domenica

IV Domenica

V Domenica

Credere in chi?

Credere alle sue promesse

 

 

 



 

Introduzione

 

Il popolo d’Israele pressava Gesù sulla riva del lago per “Ascoltare la Parola di Dio” (Lc 5,1) e, poco più avanti, lui si rivolge alla folla dicendo “A voi che ascoltate io dico…” (Lc 6,27) e l’Evangelo di oggi si conclude con la voce del Padre che invita con forza “Ascoltatelo!” (Lc 9,36). 

Al centro dell’Evangelo di Luca c’è sempre la figura del Signore che aderisce alla Scrittura tanto da impersonarla e proporcela come l’albero buono dei cui frutti nutrirsi per riuscire a respingere le illusioni e le seduzioni nei confronti delle cose, delle persone e Dio alle quali il divisore ci sottopone lungo tutta la nostra vita chiedendoci di ascoltarlo.

Si ascolta una persona nella quale si ha fiducia ed ecco perché, iniziando domenica scorsa il cammino quaresimale, la domanda che ci si poteva, ci si doveva, porre era “Credo in chi?”. La risposta era suggerita dalla prima lettura (Dt 26,4-10) che proclamava la professione di fede del popolo di Israele: “Mio padre era un arameo errante …il Signore ascoltò la nostra voce … ci fece uscire … ci condusse … ci diede … ti prostrerai davanti al Signore tuo Dio”. È nella nostra storia personale che ci è chiesto di individuare chi è il “nostro Dio”, chi ci è venuto incontro, chi ci ha tratto dalle nostre infermità, dal nostro egoismo e ci ha condotto a guardare oltre noi stessi aprendoci al futuro e alle sue promesse. “Dio disse ad Abram: Guarda il cielo e conta le stelle… “ è il racconto della prima Lettura di oggi (Gn 15,5-12.17) nella quale le promesse vengono sugellate da un patto nel quale l’unico attore che si impegna è il Signore. Allora a noi, oggi, viene chiesto di "Credere alle sue promesse" e, questo è il logo scritto sulle foglie appese oggi sull'Albero di Pasqua.

 

 

Intenzioni Penitenziali

 

Signore, tu ci inviti a credere alle tue promesse ma noi titubiamo – Signore pietà

 

Cristo, tu ci inviti a rimanere “saldi in te”, ma spesso invece ci fidiamo di più nelle nostre capacità – Cristo Pietà

 

Signore, tu ti mostri a noi nella preghiera e ci inviti ad ascoltarti come tu hai ascoltato il Padre, ma noi siamo intorpiditi e non seguiamo il tuo esempio – Signore pietà

 


 

Preghiere dei fedeli 

 

Signore, è nella nostra storia personale che ci chiedi di comprendere chi sei tu che ci vieni sempre incontro, chi ci dai la forza di uscire dalle nostre difficoltà, dal nostro egoismo, aiutaci a guardare oltre noi stessi aprendoci al futuro e alle tue promesse. Per questo ti preghiamo

 

Padre, tu ci inviti ad ascoltare nella preghiera tuo Figlio che ci ha dato l’esempio confrontandosi con te attraverso la tua Parola, aiutaci ad accogliere questo tuo invito che continuamente ci stai rivolgendo in questo Anno Liturgico. Per questo ti preghiamo

 

Spirito Santo, guidaci ad incamminarci nella sequela del Signore Gesù a realizzare la volontà del Padre e non quella del mondo, a non usare le cose, le persone e nemmeno il Padre ai nostri fini. Per questo ti preghiamo

 

Padre, ti ringraziamo perché sono passati 12 anni da quando hai donato alla tua Chiesa papa Francesco, sostienilo in questo periodo nella malattia e concedigli di poter portare a termine tra di noi il compito che gli hai affidato. Per questo ti preghiamo

 

Signore, ieri nella manifestazione di Roma si è cercato di riportare in primo piano gli ideali sui quali l’Europa è stata fondata: libertà, giustizia, uguaglianza. Aiutaci a concretizzare questi principi e a spingerli perché diventino un modello alternativo e credibile, capace di fondare una vita di condivisione nelle differenze, di dialogo, non nella contrapposizione delle armi. Per questo ti preghiamo

Il Foglietto "La Resurrezione" di Domenica 16 marzo

 



II Domenica di Quaresima - La Trasfigurazione - Lc 9, 28b-36

L'invito ad "ascoltare" la Parola del Signore nell'Evangelo di Luca è incessante ed è l'unico che sottolinea come il cambiamento d'aspetto del volto e delle vesti di Gesù avvenne "mentre pregava".

Ma cosa significa questo cambiamento d'aspetto? Si fa fatica a capire. Ma, su questo, la sapienza ebraica ci aiuta e svela cosa significa.



Il popolo d’Israele pressava Gesù sulla riva del lago per “Ascoltare la Parola di Dio” (Lc 5,1) e nel capitolo seguente si rivolse alla folla dicendo “A voi che ascoltate io dico…” (Lc 6,27), l’Evangelo di oggi si conclude con la voce del Padre che invita con forza “Ascoltatelo!” (Lc 9,36). Al centro sempre la figura del Signore che aderisce alla Scrittura tanto da impersonarla e ce la propone come l’albero buono dei cui frutti nutrirsi per riuscire a respingere le illusioni e le seduzioni alle quali il divisore ci sottopone lungo tutta la nostra vita nei confronti delle cose, delle persone e con Dio.

Si ascolta una persona nella quale si ha fiducia ed ecco perché, iniziando domenica scorsa il cammino quaresimale, la domanda che ci si poteva, doveva, porre era “Credere in chi?”. La risposta era suggerita dalla prima lettura (Dt 26,4-10) che proclamava la professione di fede degli ebrei: “Mio padre era un arameo errante …il Signore ascoltò la nostra voce … ci fece uscire … ci condusse … ci diede … ti prostrerai davanti al Signore tuo Dio”. È nella nostra storia personale che ci è chiesto di individuare chi è il “nostro Dio”, chi ci è venuto incontro, chi ci ha tratto dalle nostre infermità, dal nostro egoismo e ci ha condotto a guardare oltre noi stessi aprendoci al futuro e alle sue promesse. È il racconto della prima Lettura di oggi (Gn 15,5-12.17) nella quale le promesse (“Dio disse ad Abram: Guarda il cielo e conta le stelle… “) vengono sugellate da un patto nel quale l’unico attore che si impegna è il Signore. Allora a noi, oggi, viene chiesto di credere alle sue promesse.

 

Anche l’Evangelo ci pone davanti ad una promessa da ascoltare nella preghiera per poi accoglierla, ospitarla, per poter essere “trasformati” e accompagnati ad essere parte del Signore nella sua sequela. A differenza degli altri sinottici Luca oggi inizia il suo racconto precisando: “Otto giorni dopo”, con questo, indicarci che è il giorno dopo il sabato, il giorno del Signore, quello nel quale ci raduniamo per ascoltare la Parola, spezzare il Pane della condivisione, fare esperienza del Risorto verificando che il suo “esodo” non si è concluso con la sua morte e udire di nuovo la voce dal cielo che ci rivolge l’invito “Ascoltatelo!”. 

Noi non possiamo fisicamente vederlo, ma possiamo ascoltarlo ed essere condotti per mano nella preghiera ad accogliere i suoi inviti da realizzare nel nostro quotidiano. Luca è l’unico che sottolinea come il volto di Gesù “cambiò di aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante” “mentre pregava”, mentre si confrontava con la Scrittura, la Parola del Padre. È una annotazione che vale anche per noi: la preghiera che è capace di cambiarci, modificare il nostro agire, incamminarci alla sua sequela, a realizzare la volontà del Padre, non quella del mondo, a non utilizzare il nostro “potere”, le altre “persone” e nemmeno Dio per i nostri fini personali come anche in questi giorni sentiamo continuamente affermare in politica, come in economia. Non si risolvono i problemi, i conflitti cercando di far tornare i nostri conti senza considerare chi sta facendo le spese di questo atteggiamento. 

Luca insiste molto, lungo tutto il suo Evangelo, sulla preghiera, sul dialogare con il Padre che richiede una piena disponibilità all’ascolto. Questo prima di tutto presuppone la capacità di fare silenzio, di spogliarsi, di mettersi a nudo davanti a Dio rinunciando alle nostre presunte sicurezze.

Anche Gesù si “spoglia” davanti al Padre nella sua preghiera, ma cosa “vedono” Pietro, Giovanni e Giacomo? che “il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”.

Facciamo fatica a capire. Ma, su questo, la sapienza ebraica può aiutarci a intravedere qualcosa perché narra che, quando Dio creò l’essere umano, lo coprì di pelle (parola che in ebraico si dice ‘or pronunciato con un forte suono gutturale iniziale), ma lo ricopri anche di una veste di luce (in ebraico ‘or però senza la vocalizzazione gutturale). Per questo l’uomo e la donna non si vergognavano della loro nudità prima della disobbedienza e l’aver mangiato del frutto proibito: vedevano infatti quella veste di luce che copriva la loro nudità. Con il peccato la persero e non rimase loro che la pelle di cui ebbero vergogna. Quando Gesù nella preghiera “si spoglia”, si mette a nudo davanti a Dio, ciò che appare non è la sua pelle, bensì quella veste di luce che non ha perso perché è senza peccato. Le vesti di Gesù non coprono la sua nudità, ma la sua gloria luminosa: ecco ciò che i discepoli videro e così scrive Luca modificando Marco e Matteo. 

L’invito è quello a non essere, come i discepoli, appesantiti, sonnolenti, vivendo nella sicurezza dello status quo che ci intorpidisce allontanandoci dall'ascolto, ma ad avere la disponibilità ad accogliere l’invito “Ascoltatelo!” con tutto quello che comporta e tornare ad essere ricoperti di quella veste di luce che il Padre è pronto a donarci nuovamente nel suo Figlio. È una promessa nella quale credere.

(BiGio)

Quaresima: vivificazioni non mortificazioni

Con il mercoledì delle ceneri è iniziata la Quaresima. Per comprendere il significato di questo periodo occorre esaminare la diversa liturgia pre e post-conciliare.

Prima della riforma liturgica, l’imposizione delle ceneri era accompagnata dalle lugubri parole “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”, secondo la maledizione del Signore all’uomo peccatore contenuta nel Libro della Genesi (Gen 3,19). E con questo funereo monito, nel quale è completamente assente la novità dell’annuncio evangelico, iniziava un periodo caratterizzato da penitenze e digiuni, da rinunzie e sacrifici, e dalle mortificazioni, più orientato verso il Venerdì santo che alla Pasqua di Risurrezione.

Oggi l’imposizione delle ceneri è accompagnata dall’invito di Gesù “Convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1,15). Le prime parole pronunciate dal Cristo secondo il Vangelo di Marco, sono un invito al cambiamento, in un continuo processo di rinnovamento che deve essere il motore della vita del credente. E credere al vangelo significa orientare la propria esistenza al bene dell’altro.

L’uomo non è polvere, e non tornerà polvere, ma è figlio di Dio, e per questo ha una vita di una qualità tale che è chiamata eterna, non tanto per la durata, indefinita, ma per la qualità, indistruttibile, capace di superare la morte, come Gesù ha assicurato: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte”; “Chiunque vive e crede in me, non morirà mai” (Gv 8,51; 11,25).

In queste due diverse impostazioni teologiche sta il significato della Quaresima. Mai Gesù ha invitato a fare penitenza, a mortificarsi, vocaboli assenti nel suo insegnamento, e tanto meno a fare sacrifici. Anzi, ha detto esattamente il contrario: “Misericordia io voglio e non sacrifici” (Mt 9,13; 12,7). 

Ciò che Dio chiede non è un culto verso lui (sacrificio), ma l’amore verso gli altri (misericordia). I sacrifici e le penitenze centrano l’uomo su se stesso, sulla propria perfezione spirituale, e nulla può essere più pericoloso e letale di questo ingannevole atteggiamento, che illude la persona di avvicinarsi a Dio quando in realtà serve solo ad allontanarla dagli uomini. 

Paolo di Tarso, che in quanto fanatico fariseo era un convinto assertore di tutte queste devote pratiche, una volta conosciuto Gesù, arriverà a scrivere nella Lettera ai Colossesi che tali atteggiamenti “in realtà non hanno alcun valore se non quello di soddisfare la carne” (Col 2,23), e per questo non esita a definirli “spazzatura” (Fil 3,8).

La Quaresima pertanto non è tempo di mortificazioni, ma di vivificazioni. Per questo l’azione di Gesù non è quella di abbattere l’albero che non porta frutto, ma di concimarlo per dargli nuovo vigore (Lc 13,8), perché lui non è venuto a spezzare la canna incrinata o a spegnere la fiamma smorta (Mt 12,20), ma a liberare nell’uomo le energie d’amore che sono sopite e fargli scoprire forme inedite, originali e creative di perdono, di generosità e di servizio, che innalzano la qualità del proprio amore per metterlo in sintonia con quello del Vivente, e così sperimentare la Pasqua non solo come pienezza della vita del Risorto ma anche della propria. 

Così, come i contadini sul finire dell’inverno distribuivano sul terreno le ceneri accumulate nel tempo freddo per dare nuovo vigore alla terra, la Parola del Signore è capace di infondere nuove energie agli uomini.
(Alberto Maggi)