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Per il momento da Venerdì 30 maggio 2025 questo Blog sarà implementato solo con notizie ecclesiali della Parrocchia. I Post con la proposta...
“Realizzerò la mia buona promessa” (Ger 29, 10) è il titolo del messaggio per la 33ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei
Si svolgerà il 16 gennaio prossimo e il titolo è tratto dal Libro del profeta Geremia (Ger 29, 10). Il testo, firmato dalla Commissione episcopale Cei per l’ecumenismo e il dialogo, è stato approvato dal Consiglio episcopale permanente.
La Giornata del 17 gennaio per i cristiani è un’importante occasione per curare il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica. Purtroppo in questo tempo assistiamo a deprecabili manifestazioni di cancellazione della memoria e di odio contro gli ebrei. La Giornata è una significativa opportunità per sottolineare il vincolo particolare che lega Chiesa e Israele (Na 4) e per guardare alle comunità ebraiche attuali con la certezza che «Dio continua ad operare nel popolo dell’Antica Alleanza e fa nascere tesori di saggezza che scaturiscono dal suo incontro con la Parola divina» (Eg 249).
Negli ultimi anni i temi del dialogo sono stati dedicati alle Dieci parole e alle Meghilloth; ora, alla luce della pandemia e delle sue conseguenze, desideriamo intraprendere un cammino sulla Profezia. Proponiamo la lettura di un passo del profeta Geremia che ci pare particolarmente in sintonia con il tempo complesso che stiamo attraversando. Si tratta de “La lettera agli esiliati” (Ger 29,1-23)....
Il messaggio continua a questo link:
Tutti siamo invitati !
Di fronte ... alla Parola - Tre interessanti appuntamenti on-line
XX Giornata del Dialogo cristiano-islamico il 27 ottobre: il Programma a Venezia
Come ogni anno anche la nostra città di Venezia raccoglie l’Appello "La cura del mondo mi riguarda" (vedi il link alla fine), che invita la cittadinanza e in particolare le comunità cristiane e musulmane di tutta Italia, a rilanciare “la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio” (Documento sulla fratellanza, Abu Dhabi, 4 febbraio 2019).
Diversamente dalle passate edizioni, quest’anno si è scelto un luogo altamente simbolico di Venezia per celebrare la Giornata del dialogo interreligioso: la Basilica dei Frari in centro storico.
La comunità dei frati francescani si unirà al gruppo interreligioso della Fraternità nella memoria dello storico incontro che ottocento anni fa San Francesco ebbe con il Sultano d’Egitto. Francesco, partito nel 1219, giunse a Damietta con una nave anch’egli sottoposto alla disciplina crociata ma si recò dal sultano nello stile di mitezza da lui stesso esposto nella Regula del 1221.
Sappiamo che dialogarono e il gran signore face partire il frate dopo avergli offerto alcuni doni. Per la prima volta allo spargimento del sangue si sostituì il dialogo. La crociata si chiuse con un insuccesso e i guerrieri cristiani rientrarono alle loro case.
Questa giornata viene promossa dalla significativa realtà locale della “Fraternità islamico-cristiana” che nella nostra città da anni raccoglie promettenti frutti di fraternità e amicizia.
Ecco il PROGRAMMA dell’evento a cui parteciperanno alcuni membri della Fraternità di Venezia e in particolare due Imam di Marghera; la Comunità francescana dei Frari con qualche rappresentante e il Parroco padre Lino:
- Alle ore 12.00 davanti alla Basilica dei Frari. verrà presentata alla città la Giornata del dialogo e verrà letto l’Appello 2021 “La cura del mondo mi riguarda”. Ai giornalisti invitati a partecipare, i membri della Fraternità islamico-cristiana di Venezia risponderanno ad eventuali domande. Verrà annunciata la nascita di una nuova Associazione cittadina che promuoverà il dialogo sul nostro territorio.
- Saluto del parroco e breve riflessione spirituale sull’incontro di San Francesco con il Sultano e il movimento francescano nel mondo e a Venezia.
Ecco il link per il testo dell'Appello "La cura del mondo mi riguarda":
"Giovani, risollevate il mondo" il messaggio di Papa Francesco per le GMG diocesane del prossimo 21 novembre
È denso il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della gioventù 2021: «La pandemia ha dimostrato le nostre fragilità. Ora come san Paolo, alzatevi e testimoniate le opere che Dio sta compiendo in voi»
La XXXVI Giornata mondiale della gioventù quest’anno sarà celebrata a livello diocesano, per la prima volta nella solennità di Cristo Re, il prossimo 21 novembre. Il messaggio, diffuso ieri, è stato firmato lo scorso 14 settembre, festa dell’Esaltazione della Santa Croce.
Carissimi giovani!
Vorrei ancora una volta prendervi per mano per proseguire insieme nel pellegrinaggio spirituale che ci conduce verso la Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona nel 2023.
L’anno scorso, poco prima che si diffondesse la pandemia, firmavo il messaggio il cui tema era “Giovane, dico a te, alzati!” (cfr Lc 7,14). Nella sua provvidenza, il Signore già ci voleva preparare per la durissima sfida che stavamo per vivere.
Il versetto a cui si ispira il tema della Giornata Mondiale della Gioventù 2021 è tratto dalla testimonianza di Paolo di fronte al re Agrippa, mentre si trova detenuto in prigione. Lui, un tempo nemico e persecutore dei cristiani, adesso è giudicato proprio per la sua fede in Cristo. A distanza di circa venticinque anni, l’Apostolo racconta la sua storia e l’episodio fondamentale del suo incontro con Cristo.
Paolo confessa che nel passato aveva perseguitato i cristiani, finché un giorno, mentre andava a Damasco per arrestarne alcuni, una luce “più splendente del sole” avvolse lui e i suoi compagni di viaggio (cfr At 26,13), ma solo lui udì “una voce”: Gesù gli rivolse la parola e lo chiamò per nome.
Approfondiamo insieme questo avvenimento. (...)
“Alzati e testimonia!”
Nell’abbracciare la vita nuova che ci è data nel battesimo, riceviamo anche una missione dal Signore: “Mi sarai testimone!”. È una missione a cui dedicarsi, che fa cambiare vita.
Oggi l’invito di Cristo a Paolo è rivolto a ognuno e ognuna di voi giovani: Alzati! Non puoi rimanere a terra a “piangerti addosso”, c’è una missione che ti attende! Anche tu puoi essere testimone delle opere che Gesù ha iniziato a compiere in te. Perciò, in nome di Cristo, ti dico:
- Alzati e testimonia la tua esperienza di cieco che ha incontrato la luce, ha visto il bene e la bellezza di Dio in sé stesso, negli altri e nella comunione della Chiesa che vince ogni solitudine.
- Alzati e testimonia l’amore e il rispetto che è possibile instaurare nelle relazioni umane, nella vita familiare, nel dialogo tra genitori e figli, tra giovani e anziani.
- Alzati e difendi la giustizia sociale, la verità e la rettitudine, i diritti umani, i perseguitati, i poveri e i vulnerabili, coloro che non hanno voce nella società, gli immigrati.
- Alzati e testimonia il nuovo sguardo che ti fa vedere il creato con occhi pieni di meraviglia, ti fa riconoscere la Terra come la nostra casa comune e ti dà il coraggio di difendere l’ecologia integrale.
- Alzati e testimonia che le esistenze fallite possono essere ricostruite, che le persone già morte nello spirito possono risorgere, che le persone schiave possono ritornare libere, che i cuori oppressi dalla tristezza possono ritrovare la speranza.
- Alzati e testimonia con gioia che Cristo vive! Diffondi il suo messaggio di amore e salvezza tra i tuoi coetanei, a scuola, all’università, nel lavoro, nel mondo digitale, ovunque.
Il Signore, la Chiesa, il Papa, si fidano di voi e vi costituiscono testimoni nei confronti di tanti altri giovani che incontrate sulle “vie di Damasco” del nostro tempo. Non dimenticate: «Se uno ha realmente fatto esperienza dell’amore di Dio che lo salva, non ha bisogno di molto tempo di preparazione per andare ad annunciarlo, non può attendere che gli vengano impartite molte lezioni o lunghe istruzioni. Ogni cristiano è missionario nella misura in cui si è incontrato con l’amore di Dio in Cristo Gesù» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 120).
Vale la pena di leggere per intero il messaggio; questo è il link:
Le notizie non bastano: è possibile fare qualcosa
Domenica 12 settembre dialogheremo con Gholam, pianteremo un ulivo per radicare quel no alla guerra che Gino Strada ha ripetuto fino alla morte. Raccoglieremo fondi per il progetto di Gholam per una scuola nel suo villaggio dove è nato: Ghazni, in Afghanistan
Dal 2007 risiede in Italia, a Venezia. Ha conseguito il diploma di scuola media di centocinquanta ore, il diploma di scuola superiore e infine si è iscritto al corso di Lingua-letteratura persiano-araba, cultura, società dell’Asia e dell’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari, dove si è laureato in soli due anni con una tesi in Lingua, politica ed economia dei paesi arabi.
Si dedica a scrivere articoli, racconti, interviste e poesie sulla situazione afghana. Ha pubblicato Il mio Afghanistan” (Meridiana 2016), da cui il regista Marco Agostinelli ha realizzato il film presentato nel 2017 al Festival del cinema di Venezia.
Gholam sta partecipando con grande competenza e saggezza questo tragico momento del suo Paese e domenica 12 settembre nella comunità della Cita a Marghera (ore 10.30 Eucarestia per la pace e 11.15 nell'Orto di quartiere, testimonianza) racconterà i suoi progetti per rientrare appena sarà possibile in Afghanistan per riprendere il progetto di costruzione di una scuola nel suo villaggio.
XX Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico
Esce in questi giorni l'appello della XX Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico, un appuntamento ideato dopo l’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001 da un gruppetto di amici impegnati da tempo nel dialogo. Loro non credevano alla facile lettura di scontro fra civiltà che circolava in quei giorni e idearono la Giornata ispirandosi al gesto di Giovanni Paolo II che durante la guerra in Afghanistan chiese a uomini e donne di buona volontà di condividere con i fratelli e le sorelle dell’Islam il digiuno dell’ultimo venerdì del mese di Ramadan. Celebrata dal 2002 in quella ricorrenza mobile, dal 2008 la Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico si celebra in un giorno fisso, il 27 ottobre, a memoria dell’incontro di preghiera per la pace che ad Assisi riunì nel 1986 i rappresentanti delle religioni mondiali. La proposta, anno dopo anno, ha trovato sempre maggiori adesioni e si è sviluppata a livello nazionale in diversi ambiti e con molteplici incontri su scala locale.
Il 2021, in cui ricorre il ventesimo anniversario dell’iniziativa, segna anche la morte improvvisa, il 7 aprile scorso, di Giovanni Sarubbi, fondatore e direttore del periodico www.ildialogo.org, infaticabile membro del comitato promotore della Giornata alla quale ha riservato il suo tempo e grande passione. Amici e amiche hanno dedicato a lui l’edizione di quest’anno che si presenta con l’appello “La cura del mondo mi riguarda”, ispirato al suo impegno generoso e multiforme e alle necessità che la stagione pandemica ci sta sottoponendo.
La perdita di Giovanni Sarubbi è incolmabile ma la XX Giornata potrà decollare in sua memoria grazie alla figlia Sara che ha ricevuto il testimone e si occuperà del periodico, nato come cartaceo 25 anni fa e ora online, attraverso il quale il padre ha dato voce al dialogo cristiano-islamico e ai temi della giustizia, della pace e dell’ambiente.
Nell’appello il comitato promotore invita «tutti gli amici e le amiche della pace e del dialogo, tutte le comunità cristiane e musulmane, tutte le istituzioni democratiche che hanno a cuore la difesa della nostra Costituzione, a mobilitarsi per realizzare iniziative di dialogo in tutta Italia per il prossimo 27 ottobre 2021, proponendo come tema della XX Giornata lo slogan “La cura del mondo mi riguarda”».
La sfida del nostro tempo: spiritualità adulta e crescita della comunità
Simone Morandini e Nandino Capovilla li conosciamo, ma Fr Enzio Biemmi, chi è? Ecco una sua breve biografia:
In Marcia per la Pace: 21 e 22 maggio - Il programma
Conferenza web sulla pagina facebook di inMARCIA per la PACE
Interventi di:
Carlo Cefaloni (economia disarmata): E’ vero che l’industria militare è un traino per la ricerca e l’innovazione?
Raul Caruso (Università Cattolica Sacro Cuore): Rende di più investire sul militare o sul civile (ad es. produzioni Green)?
Raduno in p.zza Coin - itinerario calle del Sale, p.zza Ferretto, via Pio X, viale S. Marco, passaggio ciclabile, Forte Marghera
prenotazione obbligatoria entro il 21.05 con mail a: cultura@elfontego.it
con Whatsapp al n. 3279117272
indicando nome, cognome e n. tel
"Demoghela - Il reggimento che non voleva combattere".
Incursioni teatrali de "Il Collettivo DisarmArte" a supporto di una breve conferenza di Mario Bonifacio sulla Storia dell' Infanterie Regiment n^ 97.
Angela Milanese voce
Maurizio Nizzetto contrabbasso
Paolo Vianello pianoforte
David Boato tromba e flicorno
Paolo Prizzon batteria.
Martedì 23 marzo la presentazione di un interessante libro on-line
Il gruppo di dialogo Cristiano Islamico di Padova invita alla presentazione di questo libro scritto a due
mani da Pierpaolo Donati e Don Giulio Maspero
Saranno momenti ricchi ed intensi con due scrittori per niente banali. Il libro è un concentrato di saggezza, di riflessioni e di proposte trasversali, utili per rigenerare le relazioni sociali dopo la pandemia.
Tutti i Venerdì di Quaresima: "La tenda della Parola"
"Il Signore ha posto la sua tenda tra di noi" abbiamo celebrato a Natale.
La tenda è un luogo di sosta lungo il cammino delle carovane nel deserto ma anche del nostro cammino verso la Pasqua.
La tenda dice:
- movimento e spazio di accoglienza e incontro,
- protezione e rifugio
- l’essere pellegrini sempre
- lo sguardo di Dio che copre il mondo
- accoglienza e disponibilità all’ascolto
La tenda è anche la casa sulla roccia della Parola che è:
- movimento e spazio di incontro
- protezione e rifugio
- lo spazio dell'incontro che ci rende fratelli
- dona la capacità di seguire il Signore, di esse capaci della sua sequela
- ci rende fratelli,
- ci dona unità, comunione e coraggio
- ci infonde stabilità, solidità e fiducia negli altri, in noi stessi, nel futuro
Con queste intenzioni ci incontreremo in Zoom i prossimi venerdì:
Giovedì 4 febbraio 2021: Giornata della Fratellanza Umana su Zoom e Facebook - ore 21.00
Con un'apposita risoluzione le Nazioni Unite hanno dichiarato il 4 febbraio la "Giornata Internazionale della Fraternità umana".
Il riferimento è al 4 febbraio del 2019 data della storica firma ad Abu Dhabi del “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” da parte di Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyib, una pietra miliare che invita «tutte le persone che portano nel cuore la fede in Dio e la fede nella fratellanza umana a unirsi e a lavorare insieme».
Come l'anno scorso anche la nostra Comunità assieme a quella Islamica celebreranno questa data.
Non potendo farlo "in presenza" per la pandemia in corso, l'evento sarà in diretta sulle piattaforme Zoom e Facebook sulla pagina della Fratellanza Islamico-cristiana
Di seguito il link al video di invito:
https://www.facebook.com/watch/?v=828410287735733
martedì 15 dicembre 2020 - I 50 anni della Parrocchia
In occasione dei 50 anni dall'istituzione della Parrocchia, alle ore 18.00 del 15 dicembre 2020 sarà concelebrata una Eucaristia alla quale sono stati invitati i parroci che in questi 50 anni si sono succeduti nella presidenza della nostra Comunità: don Giancarlo Iannotta, don Alfredo Basso, don Paolo Soccal, don Nandino Capovilla. Ci sarà anche don Angelo Favero e don Marco De Rossi che per brevi periodi sono stati Amministratori in attesa della nomina del nuovo parroco e, l'ultimo, ora pure in qualità di Vicario Foraneo.
Sarà l'occasione anche per ricordare il primo parroco, don Aldo Marangoni che ha compiuto la sua vita l'8 aprile del 2018
Hospitalito - domenica 13 dicembre 2020 - ore 18.00


















