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Per il momento da Venerdì 30 maggio 2025 questo Blog sarà implementato solo con notizie ecclesiali della Parrocchia.  I Post con la proposta...

Conflitto in Sudan. Kinzli (Wfp), “18 milioni di persone senza cibo a sufficienza, catastrofe alimentare imminente”

Ad aprile sarà un anno dall’inizio del conflitto tra l’esercito regolare e i paramilitari delle Forze rapide di supporto. La guerra civile ha causato almeno 15.000 morti e quasi 8 milioni di persone in fuga dai combattimenti tra sfollati interni e rifugiati nei Paesi vicini. I combattimenti proseguono nonostante il Consiglio di sicurezza dell’Onu abbia chiesto il cessate il fuoco durante il periodo del Ramadan. Ci sono 18 milioni di persone in condizione di insicurezza alimentare e almeno 220.000 bambini che rischiano di morire di fame. Per il Wfp si profila lo spettro di una carestia imminente


“La situazione è assolutamente catastrofica. Vivere in Sudan è a dir poco un incubo.  I livelli record di fame, di bisogni umanitari e i segnali del conflitto non diminuiscono, e non sembrano esserci passi concreti nel prossimo futuro che indichino la possibilità di un accordo di pace duraturo”. A parlare al Sir da Port Sudan è Leni Kinzli, capo della comunicazione in Sudan per il World food programme, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite che interviene nelle zone di conflitto e nelle emergenze per fornire cibo e alimenti altamente nutritivi. Ad aprile sarà un anno dall’inizio del conflitto tra l’esercito regolare e i paramilitari delle Forze rapide di supporto, eredi delle famigerate milizie janjaweed che massacrarono i civili in Darfur. La guerra civile ha causato almeno 15.000 morti e quasi 8 milioni di persone in fuga dai combattimenti tra sfollati interni e rifugiati nei Paesi vicini. I combattimenti proseguono nonostante il Consiglio di sicurezza dell’Onu abbia chiesto il cessate il fuoco durante il periodo del Ramadan.

L'articolo di Patrizia Caiffa continua a questo link:

Ti va di fare un figlio? 3 buoni motivi per rispondere di no

In Italia la natalità è ai minimi termini, nel saldo nascite/morti abbiamo perso una città come Bari. Anche la natalità dei cittadini immigrati sta diminuendo. Eppure, il 76% dei giovani italiani dice di voler avere dei figli. Cosa c’è tra il dire e il fare? Quali sono i “buoni motivi” per non fare dei figli? Il commento di Andrea Laudadio


Nel 2022 in Italia si sono registrate 393mila nuove nascite, contro 713mila decessi. Il saldo negativo vale quanto una grande città. Come se in un anno, Bari fosse sparita. Grossomodo il numero di persone che muore nel mondo per annegamento. In un anno, sono affogati 320mila italiani!

Facciamo pochi figli! Tuonano in molti. Mentre in Francia il tasso di fecondità (figli per donna) è di 1,86 in Italia siamo fermi a 1,27, ma alla Francia andrebbe tolto il contributo “d’oltremare”. In realtà, scorporando il dato su base etnica, scopriamo che le “italiane doc” hanno un tasso di 1,18 e le “straniere” di 1,87. Le italiane partoriscono mediamente a 32 anni e 8 mesi, contro i 29 anni e 7 mesi delle straniere. La differenza può sembrare piccola ma è significativa.

Sarebbe bello confrontare questi dati con quelli francesi, ma le statistiche etniche sono regolate in Francia da una legge del 1978 (Informatique et Libertés) che, in linea di principio, le vieta. L’economista conservatore Charles Gave, che alle elezioni del 2022 ha sostenuto Éric Zemmour, ha comunque stimato che la fertilità delle francesi “autoctone” sia di ...

L'articolo continua a questo link:

https://formiche.net/2024/03/ti-va-di-fare-un-figlio-3-buoni-motivi-per-rispondere-di-no/#content



La testimonianza di un oncologo: “Mi piacerebbe potermi chiamare collaboratore della speranza”

Se dovessi individuare un concetto per definire il mio lavoro di oncologo, mi piacerebbe potermi chiamare “collaboratore della Speranza”. La mia attività consiste nel disegnare percorsi di diagnosi e cura delle malattie oncologiche, accogliendo ed accompagnando pazienti e familiari in questo tragitto. Le difficoltà e le sofferenze, fisiche e spirituali, sono presenze immancabili, ma la vera oscura signora con cui confrontarsi in questo cammino è senz’altro la paura


Per questo, credo che scoprire il ruolo della speranza nel percorso di malattia, quale che ne sia l’evoluzione, rappresenti la vera strada per la guarigione, intendendosi con questo il mantenere la possibilità/capacità di vivere al meglio la propria condizione sfruttando tutti gli spazi rimasti liberi. Ho visto infatti persone “guarite” vivere da malati, e persone consapevoli della fine imminente “vive” più che mai.

Ma che si può intendere con la parola speranza?  ...

L'intera testimonianza a cura di Guglielmo Fumi è a questo link:

Operatori di pace (in tempi di guerra)

Offriamo qui il link dei due interventi di don Fabio Corazziana all'annuale giornata di Spiritualità della Pace organizzata da Pax Christi in collaborazione e presso il Monastero di Marango sabato 16 marzo



La relazione intensa, ricca di stimoli è a questo link:

                                                          "Operatori di pace in un mondo di guerra" Riflessioni di don Fabio Corazzina (da sezione Ospitalità)                                     




Ci voleva Bergoglio per rompere il tabù La vittoria non è l'unica strada per la pace

Domenico Quirico: "Vorrei dire: finalmente! Recidere con le parole il giusto e l'ingiusto, il razionale e il folle. Solo il Papa poteva avere il coraggio di far questo. Parole dette scritte mandate alte, che diventano sfida esempio tentazione al contrario. Osare l'impronunciabile per gli usi della bizantina ipocrisia: ovvero dire arrendersi, alzare bandiera bianca, trattare. Questo è la virtù profetica, lo Scandalo sacro della verità."


Per due anni abbiamo ascoltato senza fare quasi domande, prendendo atto, per immersione, magari per abitudine, restando in maggioranza inerti, superficiali, racchiusi dal giro intricato delle cose. Il conflitto straziava nel lungo, i morti fissavano il cielo rigato di missili sonanti. Sulla guerra in Ucraina abbiamo vissuto sotto il dominio soffocante di una cosmogonia omogenea. Putin, la Russia, aggressori arroganti, saranno puniti, non hanno con la loro potenza di cartapesta alcuna possibilità di prevalere sul Bene, cioè su di noi. Gli eroici ucraini e le nostre armi e i nostri soldi sconfiggeranno il Male.

Nessuno metteva in dubbio, tutti hanno interiorizzato. Siamo stati convinti con la intensa soddisfazione di vivere in diretta l'avvenimento grandioso della Guerra Giusta: e inevitabilmente vittoriosa. Il cretinismo infinitesimale di singoli eventi orribili: le carcasse dei carri, le trincee divelte, le sviscerate tumefazioni delle città, ecco servito il paradigma del tutto è cronaca. Ha banalizzato l'orrore, consentendoci come spettatori di autoescluderci e di pensare di poter usufruire di un rifugio perpetuo. Il nostro fare nulla, l'accontentarci della sicurezza della vittoria che ci veniva garantita da color che sanno, politicanti, economisti, generali, esperti, intellettuali rendeva la impotenza e la indifferenza felici, legittime e rassicuranti....

L'intero intervento di Domenico Quirico a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202403/240311quirico.pdf



Non è solo questione di ghiacciai e temperature, questo circolo vizioso sottovalutato sta accelerando il riscaldamento globale

Il suolo contiene l’80% del carbonio terrestre ed è in grado di rilasciare gas serra in condizioni di siccità, aggravando potenzialmente la crisi climatica

Una cane che si morde letteralmente la coda se si pensa che la crisi climatica genera, tra le altre cose, siccità, che incide ovviamente sulla qualità del suolo che, a sua volta, peggiora in qualche modo le condizioni dell’atmosfera.

Stando a uno studio condotto dagli scienziati della Tufts University il suolo, che contiene l’80% del carbonio terrestre, emette infatti più gas serra dal momento che lasiccità provoca la rottura del suolo stesso.

Il suolo, lo sappiamo, comprende quantità significative di carbonio e di azoto, che possono essere rilasciate nell’atmosfera a seconda del suo utilizzo. Il disboscamento o lo scioglimento del permafrost possono, in un modo o nell’altro, modificare l’equilibrio delle emissioni di gas serra. Ma come la mettiamo con la siccità?

L'intero articolo a questo link: 


Via libera all’AI Act, ora serve confronto con gli Usa.

La prima legge al mondo sull’Intelligenza Artificiale è stata approvata dal Parlamento europeo. “Funge da interfaccia tra l’innovazione tecnologica e i principi democratici”, spiega l'avv. Mele responsabile del dipartimento cybersecurity dello studio legale Gianni&Origoni. Ora occorre trovare un approccio comune tra le esigenze di mercato, tipicamente americane, e la protezione dei diritti dei cittadini, aggiunge


“Siamo molto soddisfatti del risultato e dell’ampia maggioranza raggiunta”, ha dichiarato Brando Benifei, europarlamentare italiano e relatore del testo. “Il voto di oggi non è che un inizio: ora bisogna concentrarsi sull’attuazione, sugli investimenti, sulla condivisione delle capacità dei supercomputer e sul lavoro con i partner internazionali, per affermare un nostro modello di sviluppo dell’IA che metta l’essere umano davvero al centro”, ha aggiunto.
“La legge interviene su quattro macro-aree”, spiega Mele: “Definisce le regole per l’emissione sul mercato e per l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale; prevede il divieto di usare sistemi di intelligenza artificiale per specifiche pratiche ...

L'articolo di Gabriele Carrer è a questo link:



Israele e Hamas. Nili Bar Sinai (Kibbutz Be’eri): “Il futuro dei due popoli passa per le donne e per l’educazione che daranno ai loro figli”

Qual è il ruolo delle donne in un contesto di guerra? A dare la sua testimonianza è una psicologa di 73 anni, sopravvissuta alla strage perpetrata il 7 ottobre scorso da Hamas nel kibbutz di Be'eri, dove suo marito Yoram è stato ucciso

L'articolo di Daniele Rocchi continua a questo link:

Palestinesi e israeliane “come le donne giapponesi, americane, tedesche e inglesi dopo la Seconda Guerra mondiale”. “Le donne giapponesi sono cresciute come kamikaze e ora non lo sono più. Ho un’amica in Germania che ha mandato la figlia a studiare in un liceo in Inghilterra. Sarebbe stato possibile pensare una cosa del genere 70 anni fa? Che si potesse mandare una ragazza tedesca in Inghilterra?”.

Ci sono state due Guerre Mondiali ma il tempo è passato. Le persone hanno ripreso a ragionare. Il Giappone e l'America ora sono alleati ....

L'articolo di Daniele Rocchi continua a questo link:

https://www.agensir.it/mondo/2024/03/08/israele-e-hamas-nili-bar-sinai-kibbutz-beeri-il-futuro-dei-due-popoli-passa-per-le-donne-e-per-leducazione-che-daranno-ai-loro-figli/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=la-newsletter-di-agensir-it_2




Un appuntamento interessante: In dialogo con Stefano Levi della Torre (anche on-line mercoledì 20 marzo ore 18.30)

 Sul Blog di "Digiuno per la Pace" (https://digiunoperlapace.blogspot.com/) c'è l'avviso di questo interessante appuntamento con un autorevole esponente della comunità ebraica italiana.

L'incontro programmato presso la Chiesa della Risurrezione della Cita (Marghera) potrà essere seguito anche on-line collegandosi al Blog


Stefano Levi Della Torre tra i promotori dell’appello "Mai indifferenti" nel quale si legge:

“Ci sembra urgente spezzare un circolo vizioso: aver subito un genocidio non fornisce nessun vaccino capace di renderci esenti da sentimenti d’indifferenza verso il dolore degli altri, di disumanizzazione e violenza sui più deboli. Per combattere l’odio e l’antisemitismo crescenti in questo preciso momento, pensiamo che l’unica possibilità sia provare a interrogarci nel profondo per aprire un dialogo di pace costruendo ponti anche tra posizioni che sembrano distanti”.


In preparazione all'incontro il Blog pubblica una intervista di M. De Paso a Stefano Levi della Torre (https://digiunoperlapace.blogspot.com/2024/03/dialogo-con-stefano-levi-della-torre.html)

Con coerenza ed onestà il Blog "Digiuno per la Pace" precisa: Gli articoli che pubblichiamo non sempre rispecchiano il punto di vista del nostro gruppo di lavoro. Siamo convinti che approfondimenti anche con opinioni diverse dalle nostre, possano aiutare a comprendere meglio le questioni che cerchiamo di portare all'attenzione e siano contributi per una discussione aperta al massimo.





La disabilità in Italia: dati, problemi e prospettive future

Il tema della disabilità entra nel dibattito pubblico più per dichiarazioni eclatanti, come per le polemiche seguite all’articolo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere, o per casi come quello recentemente accaduto con il Decreto Anticipi: per via dei ritardi sui decreti attuativi, i fondi per per le politiche in favore delle persone con disabilità sono andati al ministero dell’Economia.

Eppure, al di là delle parole, i dati sulla situazione delle persone disabili nel nostro paese fanno emergere un quadro preoccupante, in particolare se confrontato con gli standard europei: da una parte legislazioni all’avanguardia, dall’altra risultati pratici che hanno spesso lasciato a desiderare. Ciò è di particolare importanza soprattutto a fronte del nuovo paradigma sulla disabilità: l’ambiente in cui è inserita una persona può amplificare o ridurre la disabilità. Le barriere architettoniche, per esempio, impattano negativamente sulla vita di una persona con disabilità. Qual è quindi la situazione del nostro paese su questo fronte? 

 

In questo articolo si parla di:

·       La disabilità in cifre

·       Disabilità e povertà

·       Tra invecchiamento della popolazione e PNRR

·       La disabilità in Italia: tra buoni intenti, risultati meno brillanti e prospettive future


La V Domenica di Quaresima abbiamo pregato così ...


Dopo la catena delle trazioni, quella del camminare alla cieca, quella dell'oppressione, è stata rotta la catena del vivere con formalità asettiche, lontane dalla vita. Ora rimane solo una catena, quella della morte che sarà spezzata la notte di Pasqua.

Introduzione

Siamo giunti alla quinta domenica di Quaresima e ci stiamo avvicinando alla Pasqua, prossima settimana celebreremo la Domenica delle Palme e della Passione del Signore. La liturgia di oggi ci invita ad una riconciliazione con Dio, ci sollecita a cercare Gesù con cuore sincero, parte dalla domanda di alcuni greci “Vogliamo vedere Gesù” (Gv 12,21b), questi erano dei proseliti, dei “timorati di Dio” (Atti 10,2) che non appartenevano al popolo d’Israele, come a dire che la salvezza è rivolta a tutti, nessuno escluso. Il termine vedere, in greco “idéin”, in Giovanni ha un significato molto profondo, vuol dire andare oltre le apparenze, riconoscere Gesù nella sua vera identità, credere in lui. Il loro desiderio è sincero, serio, profondo. Nella prima lettura il profeta Geremia ci annuncia proprio questo, una nuova alleanza, un nuovo patto di amicizia tra Dio ed il suo popolo, fondato sulla legge interiore del cuore e non più su una legge esteriore fatta di formalità, ed è proprio questa la catena che oggi spezzeremo. Nella Lettera agli Ebrei viene descritto tutto il dramma dell’umanità del Cristo, le sue sofferenze e difficoltà, il suo destino della passione e morte in croce. Un Gesù molto vicino a noi quando dobbiamo affrontare le prove ed i dolori della vita, che ci affianca e che non ci lascia soli nel momento di massima difficoltà. Cristo ci ricorda che il valore e la grandezza di una persona è legato a ciò che dona. Oltre a ciò oggi la nostra comunità è particolarmente lieta perché faremo il rito di consegna del Credo a Rachele, che si sta preparando a ricevere i sacramenti dell'Iniziazione Cristiana l'oramai prossimo giorno di Pasqua.

 

Intenzioni penitenziali

Signore ti chiediamo perdono per tutte quelle volte che non ti abbiamo riconosciuto nel volto dei nostri fratelli e sorelle

Signore pietà

Cristo ti chiediamo perdono per tutte quelle volte che abbiamo contrariato lo Spirito seguendo la via della Legge esteriore invece della via dell’Amore 

Christo pietà

Signore ti chiediamo perdono per tutte quelle volte che non ti abbiamo cercato con cuore sincero ed ardente

Signore Pietà


Dopo l'omelia La Comunità ha consegnato a Rachele il Simbolo dalla nostra Fede: il Credo che è stato proclamato dall'Assemblea davanti a lei ed alla sua madrina Elisabetta mentre le teneva una mano sulla spalla


In precedenza le era stata regalata una poesia (riportata nel Foglietto "La Resurrezione" nell'apposito Post) e una barchetta azzurra

Sulla barchetta i suoi compagni scout hanno sintetizzato queste loro riflessioni:

Incontro perché non sono nessuno senza l’altro

Fducia

Credo in un Dio che non desidera alcuna sofferenza per gli uomini e le donne 

Credo che non sia mai giusto a tacere di fronte alla sopraffazione dei più deboli 

Amore, Rispetto, Comunità, Altruismo

Credo nella forza della comunità 

Credo nel coraggio 

Credo nella possibilità di cambiare in me stesso il mondo 

Credo nel bisogno di sorridere e sentirsi grati semplicemente per quello che sia, anche per le cose più scontate 

Umanità perché il mio essere uomo e donna mi dai la capacità di scegliere



Preghiere dei fedeli

Preghiamo dicendo: Signore, ascolta la nostra preghiera

Per la Chiesa. Con la Parola e con le opere annunci ad ogni donna e ad ogni uomo che nel Mistero della croce si realizza la vera libertà e la vera gioia. Preghiamo

Signore, ascolta la nostra preghiera

Preghiamo per la Terra Santa, per l’Ucraina, per tutti i paesi dove imperversano i conflitti e la guerra, con le parole di Papa Francesco “perché le controversie vengano risolte con il dialogo e i negoziati e non con una montagna di morti da entrambi le parti” (Udienza 22 novembre 2023), preghiamo

Signore, ascolta la nostra preghiera

Per tutti i sofferenti nel corpo e nello spirito perché possano trovare forza e consolazione nell’umanità di Gesù ed una vicinanza ed un aiuto fraterno nei fratelli e sorelle che li assistono, preghiamo

Signore, ascolta la nostra preghiera

Per tutti noi che oggi siamo qui riuniti e per tutti i fratelli e sorelle che non hanno potuto essere presenti, perché possiamo trarre forza e coraggio dall’Eucarestia che celebriamo, per metterci tutti insieme in cammino verso la Pasqua al servizio di Cristo, preghiamo

Signore, ascolta la nostra preghiera

Per Rachele e per la sua madrina Elisabetta perché lo Spirito e l’Amore di Dio possano accompagnarle sempre verso un cammino di fede, preghiamo

Signore, ascolta la nostra preghiera

Antifona di Comunione 

“In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto” (Gv 12,24)

"L'uomo e la donna della croce: condividere il dolore per liberare la speranza" . Il venerdì con sr. Anna Martini

"Parliamo tanto di povertà ma è soprattutto necessario un tempo di contatto reale con i poveri. Bisogna conoscere la realtà per esperienza, dedicare un tempo per andare in periferia per conoscere davvero la realtà e il vissuto della gente.Se questo non avviene, ecco, si corre rischio di essere astratti ideologici o fondamentalisti e questo non è sano" (p. Arrupe)


Queste parole citate spesso da papa Francesco hanno fatto da guida al nostro Venerdì di Quaresima con sr. Anna Martini che ci ha presentato la realtà del quartiere Zen di Palermo nel quale non solo lo Stato, ma nemmeno la Mafia, quella con la "M" maiuscola vi si avventura. Una realtà degradata di 40.000 persone abbandonate a se stesse, senza servizi, dove la scolarità è bassissima e pochi terminano lascia scuola dell'obbligo, ma dove il senso della fede spunta dalle esperienze più semplici. Di fatto nemmeno la Chiesa e la Caritas sono presenti, solo il piccolo segno di una comunità di suore che vi si fanno vicine e a volte - come sr Franca - c'è la paura che lì manchi la possibilità del riscatto.

L'incontro è iniziato in chiesa di fronte ai 15 pannelli di Sequela su alcuni dei quale sr. Anna si è soffermata a meditare e a raccontarci cosa hanno suscitato il lei. Uno per tutti: il legno della croce sospeso e sorretto da delle funi sopra una veste insanguinata. È la nostra vita fatta anche di fatiche e di dolori, ma il legno delle nostre croci sono sorrette dall'alto da delle funi: è il Signore, che le ha condivise, che ci aiuta a portarle.


Poi l'incontro è continuato nella sala del Patronato con la sua intensa testimonianza e il racconto di cosa sia vivere il quel quartiere di Palermo, di come si fanno vicine agli ultimi semplicemente rimanendo disponibili ad ogni richiesta, cercando di aiutare i bambini animandoli nella riconoscenza al Signore del poter essere un piccolo segno, una piccola testimonianza riconosciuta dagli abitanti.


In seguito sono state condivise delle semplici ciotole di riso bollito



L'incontro poi è proseguito in quo tono più di preghiera seguendo le parole che papa Francesco ha pronunciato nel delineare la figura di don Pino Puglisi:

"Padre Pino ci insegna che non si può credere in Dio e sopraffare il fratello. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione. Abbiamo bisogno di camminare insieme, non ti rincorre il potere. Non si può seguire Gesù con le idee, bisogna darsi da fare. Non aspettare che la chiesa o la società faccia qualcosa, dobbiamo iniziare noi. Non dobbiamo pensare a noi stessi, non dobbiamo sfuggire alla nostra responsabilità: dobbiamo scegliere l'amore.
Signore tu hai detto: nessuno ha un amore più grande di questo dare la vita per i propri amici. Queste parole di Gesù, scritte sulla tomba di Don Puglisi, ricordano a tutti che dare la vita è stato il segreto della sua vittoria, il segreto di una vita bella.
Oggi scegliamo anche noi una vita bella". 






Il Foglietto "La Resurrezione" di Domenica 17 marzo ...

 


V Domenica di Quaresima - Gv 12,20-33

In ogni persona ci sono delle capacità delle potenzialità a volte sconosciute a lui stesso e che si liberano soltanto se lascia andare la sua forza vitale. Non è la morte che imprigiona l’uomo, ma il suo rimanere chiuso a difendere uno status quo senza dare la possibilità a se stesso di dilatare e far giungere a pienezza quello che è chiamato ad essere, per non essere dispersi come fa il vento con la pula.



L’immagine che la domenica laetare ci ha consegnato è quella del Figlio dell’uomo, innalzato come il serpente nel deserto il cui nome ebraico è l’anagramma di quello di Gesù: ”Dio salva”. L’innalzato ci fa dono della vita, ogni giorno. A noi chiede solo di “guardarlo”, di accordargli la nostra fiducia, di credere in lui, senza temere di esporsi alla luce che emana dalla sua croce, perché non è luce che acceca o uccide, ma luce che libera. Questo nella consapevolezza che tutto quanto Dio opera è solo espressione del suo amore, della sua fedeltà eterna, del suo dono incondizionato e totalmente gratuito. Quello che Gesù ci ha detto, all’inizio del vangelo, sul Figlio dell’uomo, lo ripeterà appena prima di entrare nella passione: “Non sono venuto per condannare il mondo ma per salvare il mondo” (12,47).

 

Oggi incontriamo dei greci che a Gerusalemme per la Pasqua chiedono di “vedere Gesù” e, questo verbo, significa non solo “guardare” bensì il desiderio di fare esperienza di e con lui, condividendo la sua vita, il suo modo di essere. Lo chiedono a Filippo, un apostolo dal nome greco che era di Betsaida di Galilea, si appoggiano cioè ad uno dalla mentalità più aperta, che non si fa scrupolo di parlare con un non ebreo. Filippo per portare la richiesta si fa affiancare da Andrea, un altro di origine simile a lui. Qui l’evangelista desidera dirci che al Signore si va non sa soli, ma accompagnati da una comunità aperta alla quale rivolgersi, capace di “far vedere” chi è Gesù.

Non dovrebbe allora sorprendere la risposta di Gesù che inizia con un “È giunta l’ora”, quella nella quale “il chicco di grano, caduto in terra”, porti molto frutto non solo per il popolo di Israele, ma per tutti gli uomini. Il Figlio dell’uomo viene “glorificato” quando mostra quanto ama l’uomo, perché così rivela il volto autentico di Dio. Ora è giunto il momento di mostrarlo in pienezza, senza che ci sia alcuna possibilità di equivocare, affermando la diversità di Dio da tutti gli altri dei che si fanno servire dagli uomini. Il Padre in Gesù ha rivelato che Lui è esattamente il contrario: si è messo al servizio di chi aveva bisogno, ha curato i malati, è andato incontro agli emarginati come i lebbrosi, ha accolto i peccatori senza mai condannare nessuno perché lui è venuto per salvare il mondo.

Quando il chicco cade in terra sembra morire, in realtà fa esplodere la vita che c’è il lui. L’evangelista desidera farci comprendere che in ogni persona ci sono delle capacità delle potenzialità a volte sconosciute a lui stesso e che si liberano soltanto se lascia andare la sua forza vitale. Non è la morte che imprigiona l’uomo, ma il suo rimanere chiuso a difendere uno status quo senza dare la possibilità a se stesso di dilatare e far giungere a pienezza quello che è chiamato ad essere. “Chi ama la propria vita”, chi pensa solo a se stesso la spreca, ci si realizza invece nella misura in cui si ha la capacità di donarsi agli altri. Dare non è perdere, ma è guadagnare. È questa “la vita eterna” il vivere oggi la stessa vita di Dio amando come lui ama, non una possibilità per un futuro remoto, ma come una qualità possibile nel presente. Questo è dato a tutti, non solo a un popolo.

Continua Gesù: “Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo” e i suoi “servi” sono quelle persone che hanno messo tutta la loro vita a servizio del disegno di Dio, del suo progetto d’amore per l’intera creazione. L’essere “servi del Signore” è il titolo più grande al quale può aspirare un uomo: è stato dato a Mosè, a Maria, a S. Paolo. Ma anche a tutti coloro che hanno dato la propria vita per gli altri per essere dove lui è: nel servizio a coloro che hanno fame, sete, che hanno bisogno di essere consolati, aiutati a rialzarsi (Mt 25).

Se uno vive così “il Padre lo onorerà”.  Il termine ebraico, che non ha i concetti, lo rende con affermando che è un qualcosa di pesante, come lo è un mantello regale; vale a dire che quanto fatto in quel modo rimarrà in eterno, non sarà disperso come il vento fa con la pula.

 

La Chiesa, le Comunità che stanno vivendo questa Quaresima camminando dietro il loro Signore che sale verso Gerusalemme, ponendo domande per comprendere chi lui sia, ricevendo risposte, sono chiamate a farsi carico della fatica degli uomini che Dio le ha consegnato, la fatica del mondo nella quale pure noi siamo chiamati a vivere, sapendo che questo è un chicco che muore ma che è destinato a portare molto frutto.

(BiGio)

 

 

Andate e uccidete

«È la lotta tra il bene e il male, siamo bloccati nello stesso posto e solo il più forte sopravviverà». Lo afferma il rabbino Yishai Tzur insegna nell'Accademia di preparazione militare Bnei David di Eli.

L'Accademia Bnei David è stata la prima scuola di preparazione militare in Israele. È stata fondata nel 1988 a Eli dai due rabbini Eli Sadan e Yi'gal Levinstein per incoraggiare i giovani religiosi- sionisti ad assumere ruoli apicali nell'esercito in un momento in cui i militari segnalavano un calo nella motivazione delle reclute.

Il rabbino Eli Sadan è una figura controversa in Israele: è da molti considerato la più importante e influente figura della comunità religiosa sionista degli ultimi trent'anni, ed è visto dai più liberali come un religioso militarizzato che forma i suoi studenti per aumentare il peso del sionismo religioso nella politica e nell'esercito. È a lui che si deve l'impatto che oggi ha il sionismo religioso nell'esercito e l'aumento delle scuole premilitari ...

L'articolo di Francesca Mannocchi è a questo link:

https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202403/240313mannocchi.pdf



Domenica scorsa si è insediato il Consiglio Pastorale Parrocchiale della Comunità della Risurrezione

E’ stata l'occasione per i primi adempimenti. Primo fra tutti la nomina di Stefania Cannizzaro come Coordinatrice e Giorgio Brunello come Segretario che, assieme al parroco, Nandino Capovilla, formano la Presidenza.


Si è poi preso atto che Anna Zulian ha rinunciato e, al suo posto, è subentrato il primo dei non eletti della diaconia “Annuncio”, Lorenzo Lazzari.

Secondo il Regolamento Elettorale il CPP nei tre anni nei quali rimane in carica, ha la possibilità di cooptare altri tre componenti e, seguendo questa possibilità ha deciso di chiamare a condividere il discernimento comune tre tra i non eletti: della Diaconia Parola Annunciata/Liturgia Gianni Bacci (che anche gestisce il Blog) e Linda D’Este (che anima il coro); mentre della Diaconia Parola Vissuta/Carità è stata cooptata Rosalba Monda (anche gruppo Colazioni).

Don Nandino ha manifestato tutta la sua gioia per la costituzione dei questo CPP come una nuova modalità di partecipazione, vie nuove, inclusive, leggere, più fraterne e coraggiose, che hanno come base non solo la rappresentanza ma i doni dello Spirito. Occorre costruire la comunità partendo dalla cura, dalle sensibilità e impegno di molti, avendo “sguardi nuovi”.

 

Il Consiglio ha poi iniziato a riflettere sui suoi compiti partendo dalla necessità di imparare ad abitare tutte le isole che compongono quell'arcipelago che gravita attorno alla Parrocchia creando ponti, facendo rete con tutte le realtà che trovano accoglienza in Patronato anche con quelle di altre confessioni religiose, dando visibilità a tutti e a tutte le ricchezze che esprimono.


È stato poi fatto il punto sulle prossime iniziative: il 4 aprile alle 18.30 ci sarà un incontro con GuidAlberto Bormolini e il 15 giugno uno spettacolo su San Francesco con don Marco Campedelli.

Il prossimo 12 maggio ci sarà nella parrocchia di San Michele l'annuale "Domenica a Tempo Pieno" e il 19 maggio la Comunità indiana donerà alla Parrocchia una Madonna.


È stato proposto di organizzare una "Festa della Comunità" domenica 16 giugno e di pensare alla possibilità di proporre alla Comunità una uscita di tre giorni ad Assisi.


Il prossimo CPP sarà convocato per domenica 19 maggio dopo l'Eucaristia domenicale.