Si tratta di un testo agile e, sotto alcuni punti di vista, sorprendente. Una ventina di pagine, con una veste grafica curata e accattivante, senza ridondanze di un magistero più impegnato a citare se stesso che a istruire l’avvio di un processo del pensare e fare insieme. Poche le note a piè pagina, che nel passato servivano ad assicurare, mediante una continuità costruita artificialmente, che di fatto nel sinodo in via di preparazione non sarebbe successo nulla (o poco).
Un destinatario inedito
Qui inizia la sorpresa del lettore assuefatto da anni di lettura di documenti ecclesiali. Di quello che ha in mano ora, non è più lui il destinatario – lo sono, invece, le comunità locali, le parrocchie, i cristiani e le cristiane comuni. Lo sforzo di redigere un testo per questi soggetti ecclesiali è evidente, e merita di essere sottolineato. Soprattutto perché il documento preparatorio non dice a essi cosa devono fare, ma rivolge delle domande le cui risposte possono giungere solo dalle pratiche quotidiane della fede vissuta insieme in comunità.....
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